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14 maggio 2010: Andry Rajoelina, presidente dell’Alta autorità di transizione (Hat) e uno dei protagonisti della crisi politica che da mesi paralizza il paese, ha dichiarato di non volersi candidare alle elezioni presidenziali. La comunità internazionale ha espresso un giudizio positivo, più caute le reazioni della classe politica malgascia, soprattutto dopo che Rajoelina ha chiesto agli altri ex presidenti e attori del processo di negoziazione di non candidarsi alle prossime presidenziali. Ci auguriamo che questo sia davvero un nuovo inizio e un segno di rinnovamento della classe politica per il bene del Madagascar, che da quasi due anni si trova ad affrontare una grave crisi politica. 16 e 29 dicembre 2009: è stato ostacolato il ritorno in Madagascar delle delegazioni degli ex presidenti (Marc Ravalomanana, Didier Ratsirika e Albert Zafy) che avevano raggiunto un accordo in Mozambico per la formazione di un nuovo governo, senza il consenso del presidente di transizione Andry Rajoelina. Tutto ciò ha causato il malcontento dell'esercito, che pur dichiarandosi neutrale, ha chiesto l'annullamento delle sanzioni verso i vecchi presidenti ed una risoluzione veloce di questa crisi che mette in ginocchio il paese ormai da un anno. 10 agosto 2009 una speranza per il Madagascar... si è tenuto a Maputo, capitale del Mozambico, un incontro tra gli esponenti della politica malgascia per far uscire il paese dalla profonda crisi che lo ha messo in ginocchio da gennaio. Sono stati firmati degli accordi ed ora il Madagascar è ufficialmente entrato in un periodo di transizione di quindici mesi. Si vuole promuovere uno spirito di pace e non violenza; il periodo terminerà con le elezioni presidenziali sotto la supervisione della comunità internazionale. Ci auguriamo davvero che la conclusione dell'incontro rappresenti l'inizio di un nuovo percorso per il Madagascar che si trova ad attraversare, oltre che per la crisi politica, un momento molto difficile a causa di periodi di lunga siccità, che secondo studi della Fao e del Pam hanno portato ad un drastico calo della produttività. Ne consegue un altissimo tasso di malnutrizione, soprattutto infantile. Non dimentichiamo inoltre che la crisi economica mondiale colpisce in modo pesante, soprattutto i paesi più poveri del mondo. 28 LUGLIO 2009: sono giunti ad Antananarivo tre inviati dell'Unione Africana (UA), della Comunità di Sviluppo dell'Africa Australe (Sadc) e dell'Organizzazione Internazionale della Francofonia (Oif) con il compito di convincere le parti politiche a partecipare alla riunione di agosto a Maputo, capitale del Mozambico. L'incontro rappresenta per il Madagascar la possibilità di risolvere la crisi senza ricorrere a sanzioni. Un appello a riprendere i colloqui è stato inviato anche dall'Ufficio di Coordinamento degli Aiuti Umanitari dell'Onu che chiede una risoluzione pacifica della crisi che ha gettato il paese in una profonda instabilità, aggravando la già precaria situazione economica. 18 MARZO 2009: il presidente del Madagascar si è dimesso. Il potere sembra esser passato nelle mani del capo dell'opposizione (ex sindaco di Antananarivo), appoggiato per altro dal nuovo capo di Stato Maggiore delle forse armate e buona parte dell'esercito. Le Nazioni Unite chiedono una transizione pacifica che rispetti che rispetti la democrazia. Questo è ciò che ci auguriamo tutti, perché nel frattempo la gente in Madagascar lotta quotidianamente per sopravvivere in condizioni di vita diventate carissime e difficili... più del solito! 16 MARZO 2009: è di poche ore fa la notizia che all'interno del Palazzo Presidenziale sarebbero in corso degli scontri armati. La situazione negli ultimi giorni è diventata molto tesa e, sembra che in alcune zone di Antananarivo ci siano vari disordini e non si sa bene di quale entità. Il presidente del Madagascar non si trova più all'interno del palazzo. Oggi durante una manifestazione dell'opposizione c'era una forte presenza di militari, che da fonti locali sembra stiano, per la maggior parte, con l'opposizione. ULTIME DEL 10 MARZO 2009: la situazione rimane confusa e tesa. Antananarivo è un susseguirsi di manifestazioni che sostengono tutte e due le parti (presidente e sindaco) e di barricate. Ma la notizia del giorno è che l'esercito avrebbe dato un ultimatum di 72 ore per risolvere la crisi nazionale, altrimenti si direbbe esser pronto ad intervenire negli affari nazionali. L'esercito avrebbe dichiarato di volere solo un'uscita dalla crisi veloce e di star dalla parte della gente. 03 MARZO '09: dopo alcuni giorni di attesa e preoccupazione per le sorti del Madagascar, arriva oggi la notizia che i colloqui sono ripresi sotto la mediazione dell'unione delle chiese cristiane del paese, che ha ripreso il ruolo di mediatrice grazie anche alla collaborazione dell'inviato delle Nazioni Unite. Intanto continuano alcune manifestazioni da parte dell'opposizione ad Antananarivo; sono presenti anche alcuni blocchi stradali sia nella capitale, sia nella strada che porta fino a Tulear. Inoltre nella città di Ambositra (250 km a sud di Antananarivo) è in corso uno sciopero generale al quale la gente ha aderito in massa. Un invito alla calma è arrivato anche dall'ex presidente del Madagascar nel periodo dal 1993 al 1996, favorevole ad una riconciliazione nazionale. 25 FEBBRAIO '09: sospesi i colloqui tra le due parti e ricominciate le manifestazioni da parte dell'opposizione. Inoltre sembra che il presidente del consiglio delle chiese cristiane in Madagascar abbia rinunciato alla mediazione, ed ha chiesto alle Nazioni Unite di intervenire per far riprendere i colloqui. Queste sono le ultime notizie giunte dal Madagascar... intanto la gente "sguazza nel fango della povertà", come ci ha scritto un nostro caro amico, molto preoccupato per le sorti del suo paese. FEBBRAIO 2009... UNA SPERANZA: è di pochi giorni fa la notizia che le due parti (il presidente del paese ed il sindaco di Antananarivo) hanno accettato forse un dialogo per trovare una soluzione pacifica alla crisi che ha sconvolto il Madagascar dal mese di gennaio scorso. Il paese è stato oggetto di saccheggi, violenze e purtroppo anche vittime. I governanti esortano la popolazione alla calma dopo le violazioni dei giorni passati. Ricordiamo che il Madagascar è un paese molto povero dove non ci stancheremo mai di dirlo, si fa fatica a "sopravvivere". Basterebbe davvero poco per far scatenare una guerra... la fame è fame. Speriamo davvero che le due parti trovino il giusto equilibrio per il bene del paese, cosicché la vita possa riprendere la normalità già tanto difficile. GENNAIO 2009... LA GRAVE CRISI POLITICA DEL MADAGASCAR: dalla fine di gennaio a tutt'oggi (e non si sa fino a quando) il Madagascar attraversa una grave crisi politica, con conseguenze devastanti sulla popolazione ed il suo futuro. La crisi ha avuto inizio con una manifestazione organizzata dal sindaco di Antananarivo, contro il presidente del Madagascar. Tutt'ora inviati delle Nazioni Unite e la Chiesa cercano di mediare e convincere le due parti a dialogare per il bene del paese. La situazione rimane critica dopo gli scontri avvenuti nella capitale, che hanno provocato diverse vittime. Molti negozi di Antananarivo sono stati bruciati e saccheggiati; la gente vive in una situazione molto difficile, in quanto dal giorno dell'inizio dei disordini, la vita è diventata carissima. Anche dei nostri amici conosciuti nei viaggi in Madagascar, ci hanno comunicato che sono molto preoccupati per la sorte del paese e, vivono attualmente nel buio politico, chiedendosi cosa accadrà. Devono solo aspettare e nel frattempo cercano di andare avanti, anche se è diventato difficile procurarsi beni alimentari, quali riso, olio, zucchero, ecc. Cosa succederà? Le due parti riusciranno a trovare un giusto accordo senza provocare altri disordini nel paese, o cose ancora più gravi? Non sta a noi giudicare le scelte politiche prese negli ultimi anni dai governanti, ma certamente possiamo affermare, avendolo visto con i nostri occhi, che il Madagascar è un paese povero e la gente fa molto fatica a "sopravvivere". Speriamo vivamente che la crisi prenda la piega migliore, in favore solo degli interessi della gente che non chiede altro che vivere degnamente. |
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LA CRISI DEL 2002: le lezioni legislative del dicembre 2002 hanno chiuso una delle più gravi crisi politiche che il Madagascar abbia mai vissuto... ma non senza strascichi. Il conflitto infatti ha lasciato un deterioramento della situazione sociale e sanitaria (denutrizione, epidemie, disoccupazione). Circa il 70% degli abitanti vive attualmente in una condizione di estrema povertà con un salario che varia a seconda dell'impiego: 60000 ariary al mese (circa euro 30,00) o anche meno. Il primo indice della crisi è la produzione di riso insufficiente a soddisfare il fabbisogno interno, tanto che il paese (tra l'altro primo consumatore al mondo) è costretto ad importarne. In tempi passati il Madagascar era il primo produttore mondiale di vaniglia ed esportava grandi quantitativi di chiodi di garofano, caffè ed altra merce, ora sta diventando uno dei paesi più poveri dell'Africa... e non solo. LA NOSTRA ESPERIENZA: essendo stati tre volte in Madagascar abbiamo compreso più a fondo la situazione in cui si trova il popolo. Ad esempio ad Antananarivo si possono trovare beni di qualsiasi genere, dagli alimenti, all'acqua in bottiglia ai medicinali: il problema è che solo per noi è facile acquistarli. Per rendere l'idea: abbiamo comperato una confezione di antibiotici con un costo di € 2,00... davvero poco ed erano trenta compresse! Cosa sono per noi € 2,00? Ma sottraendoli ad uno stipendio mensile di circa € 30,00, comprendiamo bene che cominciano ad assumere un certo valore. La stessa cosa vale per l'acqua in bottiglia con la quale si eviterebbero la maggior parte delle patologie e tanti altri esempi. Antananarivo crediamo sia il posto dove si avverte di più la povertà in tutte le sue sfaccettature. Sono molti anche i contadini che pensando di avere una vita migliore in città, abbandonano le campagne. Per le strade della capitale si possono vedere famiglie intere che rovistano nella spazzatura vivendo di essa; bambini che trasportano carretti pesantissimi, bambini che spaccano le pietre e poi le rivendono e così via in un susseguirsi di attività e mestieri di ogni genere che permettono loro di mangiare qualcosa. La giornata non finisce mai! Loro sono uguali a noi, con gli stessi desideri e bisogni, soltanto che devono faticare molto di più per ottenere anche quelle cose basilari che per noi sono scontate. |