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PROGETTO "Alahamady" Madagascar
"Alahamady" in malgascio significa "gennaio". Abbiamo pensato di dar questo nome al progetto, perché è proprio nel mese di gennaio 2007 che siamo entrati per la prima volta in questo carcere.
Il carcere si trova in una città a due ore da Antananarivo. Ospita circa 300 uomini e 14 donne. Si sviluppa su una superficie incredibilmente ristretta. I carcerati trascorrono le giornate seduti fuori dalle stanze; il tempo lo passano a parlare tra loro e, una volta al giorno mangiano solo manioca bollita. In questa prigione abbiamo iniziato un progetto per migliorie igienico - sanitarie. In seguito aiutiamo a coltivare riso per i carcerati che vengono da lontano e non hanno le famiglie che possono portar loro da mangiare o sono troppo povere per farlo; per questo all'interno degli istituti spesso ci sono persone denutrite.
Il nostro lavoro di sostegno del carcere non finisce, in quanto le richieste di aiuto arrivano di continuo. Le persone in carcere sole e bisognose del nostro aiuto purtroppo aumentano.
AGGIORNAMENTI DAL NOSTRO ULTIMO VIAGGIO 28 agosto - 16 settembre 2010
Il 31 agosto abbiamo visitato il carcere con i nostri referenti. Attualmente in prigione ci sono 320 uomini, tra i quali molti giovani, e 20 donne con due bambini piccoli. Gli ultimi due anni di crisi che il Madagascar ha dovuto sopportare, hanno aumentato l'incidenza di piccoli reati legati alla povertà e alla fame. Per questo in carcere ci sono anche molti ragazzi. Abbiamo pensato di condividere con i detenuti un momento un po' diverso, soprattutto per loro che non svolgono nessun tipo di attività durante la giornata. Così con l'aiuto dei nostri referenti e di alcuni amici, abbiamo comprato una chitarra, e per ogni detenuto, una banana ed una baguette di pane. Inoltre avevamo preparato dei foglietti con delle frasi, che dei nostri amici ci hanno aiutato a tradurre in malgascio. Così abbiamo consegnato ad ogni detenuto anche una frase ed una caramella. Per i due bambini avevamo portato dei giocattoli e dei vestiti.
FIADANANA HO ANAO RY RAHALAHY - PACE A TE FRATELLO
Le frasi scritte erano di questo genere e rimaniamo davvero con la speranza nel cuore che siano state un piccolo sostegno per loro. Poi alcuni ragazzi, artisti nati, hanno preso la chitarra e tutti insieme hanno cantato. Con loro abbiamo cantato una canzone dal titolo "Afaka aho", che significa "Sono libero".
Per questo progetto continuiamo a portare avanti la coltivazione del terreno tramite la quale sosteniamo i detenuti più bisognosi.
PROGETTO "Un terreno per il carcere"
Dal mese di gennaio 2009 il Madagascar si trova ad affrontare una grave crisi politica che ha messo in ginocchio l'economia del paese. A farne le spese ovviamente è la gente che fa fatica ogni giorno a "sopravvivere", cercando di reperire i generi di prima necessità (riso, latte, zucchero, olio) che, se si trovano, sono aumentati notevolmente di prezzo. Sappiamo bene che la fame provoca instabilità. Come possiamo immaginare anche le prigioni avvertono le conseguenze di tutto ciò: soffrono per mancanza di cibo, acqua, medicine, ecc. Il responsabile del carcere fa tutto il possibile per assicurare almeno un piatto di riso o mais a settimana ma non è semplice. Il tuo aiuto è importante ora più che mai.
2008
Nel gennaio 2008 abbiamo visitato il carcere per verificare la realizzazione del progetto. I lavori sono stati eseguiti con cura ed attenzione e tutt'ora il nostro referente (cappellano malgascio del carcere) ne controlla la manutenzione. E' di fondamentale importanza, infatti, mantenere in buono stato tutte le ristrutturazioni effettuate. Siamo riusciti a realizzare anche un nuovo bagno.
Nel carcere è stato sistemato il piazzale (sia degli uomini che delle donne), ora non ci sono più problemi di ristagno dell'acqua; è stata aggiunta una doccia e riparato un bagno; sono state inserite le tubazioni nei canali di scolo e, questi ultimi, sono stati cementati. Si è provveduto a pitturare e disinfettare le stanze, anche se purtroppo il problema delle stanze permane, in quanto sono piccole e sovraffollate.
2007
Accogliendo la richiesta di aiuto nei carceri, dopo il viaggio in Madagascar di un nostro cooperante, che ha visitato varie carceri nel paese, siamo riusciti in gennaio ad entrare nel carcere di questa città e decidere di iniziare un piccolo progetto di sostegno.
Il nostro progetto in questo carcere è riuscito a realizzare le seguenti opere:
Recupero e restauro carcere minorile (nel carcere ci sono 10 minorenni e bisogna assicurare loro un minimo di spazio in quanto prima dormivano con gli adulti; ci è sembrato quindi doveroso ricavare un angolo all'interno dell'istituto, per altro già molto piccolo di per sé, costruendo una stanzetta dove i bambini possano dormire insieme)
Stanze (i carcerati dormono in tavolati di legno; le stanze sono purtroppo solo tre per circa trecento uomini; oltre al problema del sovraffollamento, nelle stanze le pareti sono nere a causa dell'umidità, e spesso piene di insetti. Abbiamo comprato insetticidi e pittura per le pareti)
Servizi igienici (abbiamo ristrutturato i canali di scolo della doccia e dei bagni, perché correvano lungo il piazzale dove i carcerati trascorrono tutta la giornata e, dove chi ne ha la possibilità si cucina il pasto. Abbiamo allargato la doccia, creandone un'altra, in quanto prima ce ne era solo una per trecento persone; infine abbiamo sistemato uno dei due bagni che non funzionava)
Carcere donne (il carcere delle donne, diviso da una porta di legno da quello degli uomini, accoglie 14 donne e più di un neonato. Abbiamo costruito ex novo il bagno che risultava fatiscente; abbiamo ristrutturato il piccolo cortile sistemando anche i canali di scolo; abbiamo pitturato e disinfettato la stanza).


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PROGETTO "Un terreno per il carcere"
APPELLO 2009 "Crisi Madagascar"
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